Playlist 2008

4 01 2009

Il 2008 e’ finito e si e’ portato con se una serie di dischi che hanno segnato il trascorrere del suo tempo.
La redazione musicale nella persona del qui presente Matteo e’ lieta di presentarvi quelli che sono stati i dischi piu’ sentiti dell’ anno.

Cynic - Traced in Air
Cynic – Traced In Air

Sono bastati pochi ascolti per spodestare tutti i pretendenti al trono e per decretare con certezza il disco dell’ anno.
Sicuramente l’ affetto e la dedizione che provo per i Cynic hanno influenzato la scelta, ma la musica e’ soprattutto emozioni e nulla come questo disco mi ha emozionato nel 2008.
Abbandonato quasi del tutto il death metal delle origini ci regalano un disco arioso e fluido, un altro fulgido esempio di commistione fra metal, jazz e progressive.
Immensi.

Black Mountain - In the Future
Black Mountain – In The Future

Uscito ad inizio anno ha retto benissimo per i 12 mesi successivi conquistando uno scontato posto sul podio, ne ho gia’ parlato qui percio’ non mi dilunghero’ troppo.

Janvs - Vega
Janvs – Vega

Il disco della svolta, un disco coraggioso ed intenso, la terza prova degli Janvs e’ inaspettata e folgorante.

Have A Nice Life – Deathconsciousness

Monumentale capitolo shoegaze, loro stessi si dichiarano fautori del disco piu’ triste nella storia della musica, un doppio album intenso che ha l’ unico difetto di essere un po troppo impegnativo.
Trovate del tempo da dedicargli e ne rimarrete rapiti.

Dead Elephant – Lowest Shared Descent

Pochi dischi usciti dalla nostra penisola possono fregiarsi di una produzione e di una cura nella confezione come Lowest Shared Descent, un piccolo miracolo tutto italiano, un sound ipnotizzante e denso, dal post-hardcore alla psichedelia piu’ nera, un debut stupendo che e’ sicuramente una promessa per il futuro. Formalmente e’ uscito a fine 2007, ma non sara’ qualche settimana a negare al disco la presenza nella classifica di fine 2008

UFOMAMMUT – Idolum

Ennesima riconferma per il monolite storico dello stoner italiano, il loro disco piu’ articolato e forse quello che meglio puo’ rappresentarli, se ancora ce ne fosse bisogno, ottimo dal vivo, potente nello stereo, non il lavoro piu’ bello ma semplicemente il migliore.

MoRkObOt – MoRtO

Si chiude la trilogia degli araldi di Morkobot con MoRtO, riconferma e affinamento di quanto di ottimo sono riusciti a creare fino ad oggi, la psichedelia oggi ha un nuovo metro di paragone ed e’ tutto italiano.

Dozer – Beyond Colossal

L’ ultima fatica dei Dozer e’ sicuramente il lavoro piu’ significante, un disco articolato dove facendo tesoro delle influenze passate riescono a creare finalmente un sound riconoscibile e meno derivato. I Kyuss sono sempre li’ a vegliare sull’ operato della band ma non piu’ da presenza ingombrante che da adito a scomodi paragoni quanto invece da musa ispiratrice, la sfida ora sara’ bissare il successo di questo disco.

Burst – Lazarus Bird

i Burst si sono presi del tempo per finire e perfezionare il loro ultimo nato.
E’ valsa la pena aspettare tutto questo tempo perche’ Lazarus Bird e’ un gioiello: continuando la strada intrapresa con il precedente Origo i nostri affinano il tutto creando un opera mastodon-tica e nonostante i rimandi a nomi ben piu’ grossi (tool, Mastodon e King Crimson per citarare i primi che balzano all’ orecchio) riescono a mantenere la loro identita’ che permette loro di tenere la testa alta in mezzo ad un panorama musicale a volte fin troppo triste, inutile e stancamente derivato.

Klimt 1918 – Just in Case We’ll Never Meet Again (Soundtrack for the Cassette Generation)

Allontanandosi definitivamente dai lidi metal di inizio carriera i romani Klimt 1918 producono un disco dal sapore dannatamente anni ’80, fra darkwave e shoegaze, creando un flusso di musica calda e avvolgente, permeata sempre di quel velo di tristezza che riesce ad emozionare. Menzione d’onore per lo stupendo digipack e la musicassetta allegata all’ edizione limitata del disco, un vero tuffo nel passato.

Esoteric – The Maniacal Vale

Un pozzo nero, profondo, una spirale di disperazione, un (ennesimo) doppio cd che rapisce.
Un ascolto impegnativo come nel caso degli Have a Nice Life, ma anche qui un disco che se preso nei momenti giusti regala forti emozioni.
Che poi siano emozioni negative serve davvero specificarlo?

Nachtmystium – Assassins: Black Meddle Pt. 1

Creatura in continua evoluzione, arrivata ora ad un punto di non ritorno, il black divide il palco con la psichedelia, un punto di ripartenza per la band.
Il palese omaggio ai Pink Floyd si traduce in un epica chiusura in 3 parti posta a fine disco, sicuramente apice del lavoro, dove fa capolino anche un sax. Speriamo continuino sulla strada intrapresa senza guardarsi indietro per dare ascolto a qualche blackster che non ha gradito la svolta.

Steve Von Till – A Grave Is a Grim Horse
Scott Kelly – The Wake

Dischi intimi per le due menti dei Neurosis, una piacevole riconferma per Von Till e una presa di coscienza da parte di Kelly che finalmente sembra aver trovato la giusta direzione per il suo progetto solista, dischi grigi adatti alle giornate piovose.

Maybeshewill – Not for Want of Trying

Il cosiddetto post-rock sta cominciando ad esaurire le (nuove) buone idee, eppure c’e’ sempre qualche band che semplicemente rimescolando le carte in tavola riesce a regalare ancora emozioni. Questo il caso dei Maybeshewill che, con il collaudato uso di rock strumentale, elettronica e un pizzico di aggressivita’ tecnica presa in prestito dal metal, sfornano un album che non sara’ niente di nuovo ma che si lascia ascoltare con notevole trasporto.

Farflung – A Wound in Eternity

Un odissea spaziale, un viaggio cosmico come non se ne sentivano da tempo, ogni parola e’ superflua per descrivere un disco che va semplicemente ascoltato.

Pilgrim Fathers – Short Circular Walks in the Hope Valley

…Pilgrim Fathers hail from the middle of England and play “music for astronauts to die to”…

Uno strano cerimoniale e’ stato messo in atto da questi loschi figuri provenienti da Nottingham, in un unico calderone vengono mischiati stoner, metal, psichedelia, space rock e rovesciati in un’ unica colata densa e fumante.

Putiferio – Ate Ate Ate

Da una costola de Il Teatro degli Orrori nascono i Putiferio, act di rock (molto) rumoroso che ancora una volta mette bene in chiaro che noi italiani le cose le sappiamo fare, e piu’ che bene.
Un oramai scontata nota di merito per la robot radio che sforna l’ ennesimo stupendo digipack

The Sword – Gods of the Earth

I The Sword o li ami o li odi. I detrattori sicuramente potranno criticare l’ essere dannatamente derivati ma rimanere indifferente ad un tiro come quello di Gods of the Earth penso sia impossibile, d’altronde ci sara’ un motivo se i Metallica li hanno voluti in tour con loro…
Stiamo assistendo alla rinascita di un certo modo di intendere il metal americano che pareva essere perduto in mezzo ad una oscura selva di ciuffi piastrati e bambocci truccatti che pensano di suonare aggressivi.

Sinew – The Beauty of Contrast

Dalla Germania il disco che non ti aspetti, un disco dove il confine fra il progressive rock e il metal e’ poco chiaro, dotato di una sensibilita’ non comune e da melodie che ti si stampano in testa.
Un debut coi fiocchi che purtroppo pare non aver avuto il successo che merita, vista la scarsa visibilita’ che ha la band al di fuori della propria patria.
Promossi a pieni voti, sperando che il resto del mondo si accorga di loro.

Extra Life – Secular Works

A sorpresa, fanalino di coda del post, un disco che sto ascoltando ora, una band che ha sfornato un dischetto che mischia folk, match rock e progressive in maniera egregia.

Qualche nota a margine sulla playlist:

  • A parte il podio tutti gli altri dischi sono in ordine casuale, non riuscirei assolutamente a classificare 20 dischi in ordine di importanza, quello che conta e’ che in un modo o nell’ altro mi abbiano colpito.
  • Anche quest’anno gli italiani hanno rubato una bella fetta di classifica al resto del mondo e non posso che esserne felice.
  • Per ideare, scrivere e correggere questo post mi sono avvalso della colonna sonora fornita da Nadja (Truth Becomes Death), Fiaba (Lo Sgabello del Rospo), Extra Life (Secular Works), Harvestman (Lashing the Rye).
  • Se volete farvi i fatti miei, musicalmente parlando, mi trovate su Rate Your Music e Last.fm, due utili strumenti che hanno reso la stesura di questa playlist molto piu’ semplice di quello che poteva essere.

Matteo

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One response

20 01 2009
GordonLabz

Assolutamente d’accordo sui Cynic, un album, un ritorno, un lavoro fuori dagli schemi. Ma soprattutto lode veramente alle uscite Italiane. Io avrei aggiunto soltanto MadeOutOfBabies, Grails e Bohren & Der Club of Gore. Poi magari come sempre mi scordo l’album della vita. Comunque qualche album della classifica devo recuperarlo.. segno, eh.

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