Le Montagne della Follia

15 02 2008

Artist: Black Mountain
Album: In The Future
Released: Jan. 21, 2008
Label: Jagjaguwar
fonte: wikipedia

Sta succedendo qualcosa di meraviglioso ultimamente, piccole etichette
e grandi gruppi stanno riportando in auge la psichedelia degli anni d’
oro. Dall’ america alla penisola scandinava sono sempre di piu’ le
giovani band che devono i loro natali al movimento rock/psichedelico
degli anni ’70.
Fra i tanti si ergono ad inizio 2008 i Black Mountain, autori gia’ qualche anno fa del debut omonimo che fece parlare tanto bene di loro.
Il loro secondo lavoro, In The Future, e’ un disco che non si scorda facilmente, ti entra in testa e non ti molla piu’…

Sono dei mattacchioni i Black Mountain,
perche’ con un titolo del genere non possono che far sorridere, una
volta presa coscienza della loro proposta musicale. Basta inserire il
disco nel lettore per trovarsi catapultati negli anni ’70 e tutto d’un
tratto capisci perche’ non ti sembrano piu’ strane le voci che
circolano sul gruppo, quelle che li vogliono perennemente fatti di LSD
a comporre musica in una comunita’ di figli dei fiori in quel del
Canada.
Il disco si apre con la potente Stormy High, scivola nella ballad dal sapore cosi’ southern Angels e sfocia in Tyrants
e le cose si fanno piu’ chiare, finalmente capisci che questo e’ il
futuro, il futuro visto da una persona che vive nel passato e che non
riesce a discernere il suo mondo dalla visione del futuro,
probabilmente sotto effetto di qualche allucinogeno.
Il disco e’ una fusione di influenze che possono spaziare tanto dai Black Sabbath, ai Pink Floyd per finire ai Led Zeppelin,
tra i tanti nomi che vi possono venire in mente dei grandi del passato,
se invece volessimo rimanere nel “futuro” immaginatevi le cavalcate
epiche e galvanizzanti dei The Sword, il prog rock dal retrogusto folk di Witchcraft e Burning Saviour
senza scordare di citare certi momenti lisergici e velatamente stoner
che potrebbero far balenare altre innumerevoli band nei vostri
pensieri… ecco potreste farvi cosi’ una piccola idea di come suona In The Future, un disco fin troppo vario che pero’ non spaventa al primo ascolto.
Il grande pregio di questo disco e’ quello di non annoiare mai,
nonostante una proposta musicale cosi’ articolata che sfocia in quella
che si erge ad emblema del disco, Bright Lights,
maestosa composizione di 16 minuti posta in chiusura del disco dove
troviamo di tutto, dall’ ossessivo duetto fra il mastermind Steve e l’
affascinante Amber (la cui voce e’ stata decisamente, e a ragione,
sfrutta di piu’ in questo disco) che fa da preambolo ad una cavalcata
metal che sfocia nelle inquietanti trame tessute dall’ organetto di
turno nelle quali timidamente riaffiorano batteria e chitarre
elettriche per la chiusura in crescendo del pezzo.

Powered by ScribeFire.


Azioni

Information

One response

4 01 2009
Playlist 2008 « dam(n.on) magazine

[…] per i 12 mesi successivi conquistando uno scontato posto sul podio, ne ho gia’ parlato qui percio’ non mi dilunghero’ […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: