Era, sicuramente, un filosofo greco, credo, che formulo’ una teoria secondo la quale scrivere fosse fondamentalmente una cosa inutile. Sosteneva che nell’atto stesso della scrittura si andassero a perdere i concetti che si cerca di formulare.
Ora sorvolando su quella che dovrebbe essere una dovuta riflessione su come possa stare l’autostima post-mortem di quel filosofo, non ricordato da un perfetto sconosciuto, devo convenire con le sue conclusioni. In quei rari momenti di lucidita’ in cui mi viene da scrivere qualcosa, e ancor piu’ rari quelli in cui poi effettivamente ne pratico l’intenzione, mi scontro con questa atroce verita’. Questa grottesca situazione partorisce quello che alcuni, probabilmente nullafacenti o con un sacco di tempo libero, vedranno scritto qui.
Sono apppunti, dichiarazioni d’intento, approssimazioni di concetti o storie che avrei voluto scrivere, ma che, in realta’, non scrivero’ mai.
Alexander
