Il meraviglioso concetto di Fiducia.

30 09 2008

E’ indubbio che la razza umana non faccia della fiducia quella che si potrebbe definire la colonna portante della sua evoluzione.
Siamo sommersi di lampanti esempi di fiducia mal riposta da secoli, a ben vedere gia’ prendendo in considerazione il peccato capitale si puo’ notare come il primo uomo fosse un tipo piuttosto inaffidabile; partendo da questo esempio si possono scrivere pagine e pagine di libri di storia. Accampamenti traditi, regni venduti, regnanti assassinati, invenzioni rubate, teorie plagiate, tutte nobili azioni compiute, il piu’ delle volte, da compagni, amici e fratelli.
Cazzo vatti a fidare eh!

Ma l’uomo non e’ stupido, grazie a dio, no che non lo e’! ed e’ per questo che nel corso degli anni ha cercato di porre rimedio con polizia, notai, controlli, certificazioni, brevetti, allarmi telecamere e via dicendo.
Ora la musica e’ cambiata, a livello globale siamo molto piu’ sicuri non c’e’ che dire. L’uomo comune si sente piu’ tutelato.
E’ forse per questo che ora l’attenzione si sposta piu’ sul singolo, le preoccupazioni sono rivolte a qalcosa di piu’ intimo; il sentimento di sfiducia ora si sposta su amicizie, rapporti lavorativi e in senso piu’ lato nei confronti di chiunque abbia modo di interfacciarsi con noi.
Ora, tenendo conto che un po’ tutti ci pigliamo delle inculate piu’ o meno clamorose, sempre piu’ spesso si sente dire: “ah io mi fido solo di me stesso”, “a parte la mia migliore amica, beh, non mi fido di nessuno”, “la fiducia e’ una cosa preziosa, non la do certo al primo che passa”.
Certo, comprensibile, giusto, non fa una piega.

Cazzata!

Mai come oggi, cerchiamo di essere onesti, mettiamo la nostra vita nelle mani altrui, anzi, a ben vedere, la si mette sempre piu’ spesso nelle mani di cose!
Piccolo emo sfiduciato quando ti alzi e prendi il tram, non metti forse la tua incolumita’ nelle mani di un perfetto sconosciuto che conduce il mezzo?
piccola delusa, quando per dare una svolta alla tua vita e ti fai una nuova acconciatura, non ti sfiora nemmeno l’idea che chi ha tra le maniquel paio di forbici potrebbe aver avuto davvero una pessima giornata e….
piccolo ribelle new age, quando guidi tronfio la tua macchina nuova sei sicurissimo che nessuno mettera’ in dubbio un concetto banale come “col rosso non si passa”?

Quando TU prendi una funvia, un aereo, quando compri la carne dal macellaio, quando ti bevi un bel cocktail, quando mangi al ristorante, quando fai un’analisi, quando balli con uno in disco, quando citofona il vicino, quando chiedi assistenza, quando paghi con la carta di credito, quando vai a prelevare, quando vai allo sportello, quando chiedi un prestito, quando vai al primo appuntamento, quando vai a quella festa di amici di amici, quando.. quando.. quando..
Innumerevoli, anche nell’arco della stessa giornata, sono le azioni che compiamo e che di fatto mettono la nostra vita in mano degli altri; questo sminuisce un po’ il sacro concetto di fiducia vero? Non so come persiste questa convinzione che si debba avere il consenso di qualcuno per godere della sua fiducia e che la nostra sia un dono prezioso da fare solo a chi vale.

banalita’.

Alexander.





Non parlero’ di Bukowski..

24 09 2008

.. ma un’introduzione si rende necessaria.
Bukowski era uno scrittore.
Lui vedeva nelle cose; e poiche’ vedeva, sapeva delle cose.
E, come tutti coloro che vedono e che sanno, era pazzo.
Con la follia, per essa o grazie a essa, scriveva. E pure bene. Ma in realta’ non scriveva, narrava; ma nemmeno narrava, ti fa narrare, o meglio regala quell’unica sensazione che siano i tuoi occhi a scrivere, che siano loro che, vedendo nelle cose, stiano concatenando lettere su un foglio.
Bukowski era uno scrittore, pazzo, che vedeva e sapeva, e che non scriveva, ma di lui non voglio parlare.
Perche’ e’ famoso.
E’ uno di quegli scrittori che quando dici il loro nome la gente dice “aaaAAAHhh” con quella parabola concava verso il basso e il sopracciglio alzato che si trauce in “che palle!”. Comunque quando al nome di uno scrittore qualcuno fa “aaaAAAHhh” vuol dire che e’ famoso, e al nome del vecchio Charles molti fanno “aaaAAAHhh”. Anche io.
Non voglio parlare di lui, e nemmeno di me, di come lo ho compreso, apprezzato, assimilato; di come i miei occhi abbiano composto le lettere del suo libro come migliaia di occhi prima di me, decine, probrabilmente, insieme a me. Appunto. Decine in tutto il mondo, decine di persone con cui non potrei mai comunicare, perche’ non ci capiamo, ma capiamo lo stesso libro, i nostri occhi compongono le stesse parole.
Io voglio parlare dei Perfetti Sconosciuti che appaiono sotto l’ignota voce “Traduzione:”.
Di molte cose scritte si apprezzano i contenuti, sono loro a far rumore, a muovere e a commuovere, a far pensare e ridere, sono i contenuti che fanno di un libro un gran libro.
Non e’ vero.
E’ la forma, con essa si puo’ raccontare tutto. E’ la forma che rende grande uno scrittore. E’ la forma che il Perfetto Sconosciuto deve tener da conto. Io ho, forse, apprezzato Bukowski per come scriveva, in realta’ amando come lo ha scritto il Perfetto Sconosciuto. Di chi mi devo ritenere ammiratore quindi?
Volevo parlare di tutti Sig. Perfetto che lavorano nell’ombra confezionando piccoli miracoli. Ma forse non l’ho fatto. Amen.
Un tempo si scriveva e c’era chi si impegnava a illustrarli per renderli piu’ comprensibili.
Un tempo si scriveva e c’era chi si impegnava per renderli semplicemente comprensibili.
C’era una volta il Manzoni illustrato dal Dore’.
Ci sara’ una volta il Bukowski tradotto dal Paolini.

Alexander





Trasloco

23 09 2008

Era, sicuramente, un filosofo greco, credo, che formulo’ una teoria secondo la quale scrivere fosse fondamentalmente una cosa inutile. Sosteneva che nell’atto stesso della scrittura si andassero a perdere i concetti che si cerca di formulare.

Ora sorvolando su quella che dovrebbe essere una dovuta riflessione su come possa stare l’autostima post-mortem di quel filosofo, non ricordato da un perfetto sconosciuto, devo convenire con le sue conclusioni. In quei rari momenti di lucidita’ in cui mi viene da scrivere qualcosa, e ancor piu’ rari quelli in cui poi effettivamente ne pratico l’intenzione, mi scontro con questa atroce verita’. Questa grottesca situazione partorisce quello che alcuni, probabilmente nullafacenti o con un sacco di tempo libero, vedranno scritto qui.

Sono apppunti, dichiarazioni d’intento, approssimazioni di concetti o storie che avrei voluto scrivere, ma che, in realta’, non scrivero’ mai.

Alexander





Sguardo verso il cielo

2 09 2008

E’ la festa di paese il contesto in cui Le Orme si sono esibiti sabato sera, di fronte ad una numerosa folla accorsa per l’ occasione.
Il concerto de Le Orme e’ iniziato alle 23.00, prima di loro una serie di artisti piu’ o meno noti, tra i quali il sicuramente noto Alberto Camerini intento a riscaldare un pubblico di attempati e non con i suoi successi dei bei tempi andati.
Ma il grosso della gente era li’ per Le Orme e si e’ visto e sentito, e’ stato un attimo, attaccano con PlaySguardo verso il cielo e la folla e’ li’, gia’ pronta a cantare in coro.
Suoni splendidi, formazione a tre (gli inossidabili Aldo e Michi e il tastierista-polipo Michele Bon), i nostri suonano per 2 ore, dopo una breve incursione nel presente della band con una suite/medley degli ultmi 3 lavori, la trilogia composta da Elementi, il fiume e L’ Infinito, il resto del concerto vertera’ tutto sul loro periodo migliore.
Troveranno spazio in 2 ore di musica PlayCemento armato, PlayAmico di Ieri, tutto “il primo lato”, come annuncia Aldo parlando dell’ uscita del vinile nell’ anno del signore 1972, dell’Uomo di pezza e una suite dalla durata di circa mezz’ora posta in chiusura del concerto, tratta da quello che per molti e’ il loro lavoro piu’ bello, Felona E Sorona. Il bis e’ affidato alla cover di PlayRondo dei The Nice.

Al banchetto del merchandising era possibile acquistare il DVD live della band, registrato nel 2005 in Pennsylvania durante il Nearfest del 2005, occasione che non mi sono fatto sfuggire.
All’ interno della confezione cartonata trovano spazio i 2 cd del live e ovviamente il dvd video con la medesima scaletta che e’ cosi’ composta:

CD 1
1. IL TUONO E LA LUCE
2. LA VOCE DEL SILENZIO
3. SHANTI
4. L’INFINITO
5. LA RUOTA DEL CIELO
6. UNA DOLCEZZA NUOVA
7. GIOCO DI BIMBA
8. LA PORTA CHIUSA
9. CEMENTO ARMATO

CD 2
1. SOSPESI NELL’INCREDIBILE
2. FELONA
3. LA SOLITUDINE DI CHI PROTEGGE IL MONDO
4. L’EQUILIBRIO
5. SORONA
6. ATTESA INERTE
7. RITRATTO DI UN MATTINO
8. ALL’INFUORI DEL TEMPO
9. RITORNO AL NULLA

Matteo

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